I PFAS (perfluoroalchilati e polifluoroalchilati) sono una classe di sostanze chimiche utilizzate in una vasta gamma di prodotti. A causa della loro persistenza e della loro capacità di accumularsi nell'ambiente e nell'organismo degli esseri viventi sono anche note come "forever chemical".
Tali sostanze sono oggetto di una crescente preoccupazione per la loro potenziale tossicità e per gli impatti sull'ambiente. Dalla metà del XX secolo i PFAS vengono impiegati in svariati processi industriali e per la produzione di numerosi beni di consumo. Le conseguenze sulla salute sono preoccupanti: alcune delle molecole appartenenti al gruppo PFAS sono cancerogene, mentre altre possono provocare danni alla tiroide, al fegato, al sistema immunitario e alla fertilità.
L'UE ha già vietato i PFAS più pericolosi (PFOS e PFOA) e in Italia è in fase di valutazione l'introduzione tra le sostanze vietate anche di PFNa e PFHxS.
Nonostante la normativa sempre più stringente, a causa della elevata produzione passata, dei numerosi settori di impiego, della capacità di permanere nel tempo, i PFAS sono presenti in maniera ubiquitaria nell’ambiente e nelle acque.
L'inasprimento degli standard normativi, la pressione dei media e le class action degli ultimi anni stanno stimolando un interesse sempre crescente per la tematica, per l'analisi, il trattamento e lo smaltimento dei PFAS nelle forniture idriche, nei servizi ambientali e nei cicli produttivi.