PFAS 2026: nuovi limiti e scadenze

I PFAS 2026 nella Direttiva (UE) 2020/2184 sulle acque potabili

Dal 13 gennaio 2026, con il recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184 da parte degli Stati membri, l’Unione Europea introduce un sistema di tutele molto severo per contrastare la presenza di PFAS nelle acque potabili. I pilastri di questo cambiamento sono:

  • Monitoraggio sistematico e armonizzato dei PFAS: gli Stati membri devono seguire criteri comuni per garantire dati confrontabili e una protezione uniforme della salute pubblica.
  • Comunicazione all'UE: i Paesi devono trasmettere regolarmente alla Commissione Europea i risultati dei monitoraggi, segnalando eventuali superamenti dei limiti, incidenti e deroghe concesse.
  • Misure di intervento: in caso di contaminazione, gli Stati devono intervenire immediatamente con la chiusura dei pozzi, l’adozione di tecnologie di rimozione o la limitazione dell'uso dell'acqua.
  • Diritto all'informazione: le autorità e i gestori devono informare i cittadini sui rischi sanitari e sulle azioni intraprese.

Il recepimento della normativa sui PFAS in Italia

Il D. Lgs. 102/2025 e i nuovi limiti

In Italia, il recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184 è stato sancito con il D. Lgs. 18/2023 e con il successivo D. Lgs. 102/2025, che integra e modifica il precedente introducendo nuovi parametri e valori limite per garantire la sicurezza dell’acqua erogata. Il D. Lgs. 102/2025 prevede:

  • Somma di 4 PFAS (PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS) con valore limite fissato a 0,02 µg/l a partire dal 13 gennaio 2026.
  • Somma di PFAS (con 30 molecole al posto delle 24 previste dal D. Lgs. 18/2023) con valore limite fissato a 0,10 µg/l a partire dal 13 gennaio 2026.
  • TFA, introdotto per la prima volta con un valore limite di 10 µg/l a partire dal 12 gennaio 2027.

L'impatto della Legge di Bilancio 2026

Un aggiornamento fondamentale per l’Italia deriva dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025), tramite cui il Governo ha definito una disciplina transitoria che impatta direttamente sulle tempistiche sopra menzionate. Il provvedimento, infatti, ha disposto una proroga di 6 mesi per l'applicazione dei limiti a 0,02 µg/l sulla "Somma di 4 PFAS". Fino a luglio 2026, inoltre, le sei molecole “ADV” non concorreranno al calcolo del valore totale della "Somma di PFAS".​